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Editoriale – Creare per vivere

Editoriale a cura di Elisa Bonucci

CREARE PER VIVERE.

Aver deciso di parlare della creatività subito dopo le vacanze di Natale non è stato
certo un caso: l’idea di poter riflettere su questa parola, esaminandone il significato e
gli aspetti, anche mettendola in relazione al contesto natalizio, ha fatto nascere in noi
Atipici riflessioni importanti, in alcuni casi necessarie, in altri istruttive ed originali.

Parlare della creatività e della sua necessità viene in qualche modo da sé, quando ci
troviamo in situazioni d’urgente necessità di ritorno ad impulsi positivi, creativi appunto!
Qualcuno nutre qualche dubbio sul fatto che la festività natalizia sia ormai diventata
una delle più alte espressioni del consumismo?

Ciò che potrebbe in qualche modo salvare il Natale e salvare tanti aspetti del nostro
vivere è la creatività, intesa proprio come la capacità di produrre nuove idee che a
loro volta possono dar vita a nuove realtà materiali e morali: probabilmente solo la
fantasia e la forza di reagire a tutto ciò che ci viene imposto attraverso diverse forme
di lavaggio del cervello può renderci liberi, almeno in parte, di essere noi stessi.

Si, forse sono proprio la creatività e il gioco che delle feste possono salvare la parte
più bella e dare origine a momenti in cui protagonista è l’emozione, quella autentica,
e non più le regole dell’apparire.

Servirebbe la creatività per poter avere il coraggio di regalare qualcosa fatto col
cuore (e perché no a volte dalle proprie mani), invece di regalare ciò che mamma-tv
ci ha consigliato (N.B.: consigliare nel linguaggio televisivo ha lo stesso significato di
imporre), così, la stessa creatività potrebbe salvare in questo modo anche le nostre
tasche, e con i tempi che corrono non è un elemento da sottovalutare…; servirebbe
un pò di gioco per far tornare i bambini tali e per far ritrovare a tutti gli altri una parte
pura…e si che un po’ di purezza servirebbe!!!!

Il concetto di creatività, anche scollegato da situazioni-esempio di “emergenza sociale”
come questa del Natale, lascia spazio ad infinite riflessioni: creare per vivere, per
sopravvivere, per rinascere……La creatività può essere, per certe persone in particolare,
sinonimo di vita.

Il gesto del creare può essere inteso anche come l’atto di concentrare le proprie
energie fisiche, mentali e spirituali, per far nascere o per trasformare qualsiasi cosa,
sia essa tangibile o meno, in altro.

L’arte intesa come atto creativo può celare tanti
aspetti importanti che vanno oltre la sensazione che essa può dare a primo impatto:
dietro ad un’opera d’arte ( per fare un esempio significativo di atto creativo) ci
possono essere i drammi, i desideri, gli elementi inconsci, l’istinto, la meditazione, il
calcolo, ci possono essere la pazzia o l’estremo equilibrio, il trauma o l’esperienza
indimenticabile.

L’atto creativo è per tantissimi una rinascita, una seconda possibilità
di vita.

Che si tratti di droga, di malattia o di qualsiasi “strada buia”, la creatività può
rappresentare la luce per ritrovare se stessi, per riscoprirsi o per annientarsi per poi
ricostruirsi in un modo totalmente diverso; la creatività è un mezzo che l’uomo ha a
disposizione per aiutarsi: l’artista, quando crea un’opera d’arte, lo fa per ottenere ciò
di cui ha bisogno come ad esempio il desiderio di denunciare grossi problemi sociali
o quello di trasferire i propri drammi interiori su tela per poterli poi contemplare,
capire, farne ciò di cui sente il bisogno, può dipingere un altro sè stesso perché la
propria persona non gli basta più, può semplicemente compiacersi e “autogratificarsi”
di fronte ad una propria creatura….E come l’artista, qualsiasi uomo ha bisogno di
creare nuove parti di sé e del mondo che lo circonda per vivere!

Scarica editoriale gen-feb2008 ( tasto destro->salva con nome)

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