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La creatività come arma contro la distruzione

La creatività come arma contro la distruzione

Articolo scritto a Teo.

Per definizione creare è l’esatto opposto di distruggere, guardandosi
intorno vien da pensare che mai come in questo
momento storico c’è bisogno di creatività, da intendere come
capacità di creare qualcosa di nuovo, di bello e soprattutto di
positivo.

Diciamoci la verità: oggi, all’alba del XXI secolo, pochi
se la sentono di dire che stiamo vivendo quell’era di splendore
che ci si dovrebbe attendere da 2.000 anni di civiltà. Dove è
finito l’entusiasmo degli anni ’80, quando la guerra fredda stava
diventando ormai solo una brezza che filtrava dalle crepe di un
muro che presto sarebbe caduto?

E qualcuno ricorda ancora
la creatività innovativa degli anni ’90?

Ogni giorno la tecnologia
e le scienze facevano un passo avanti, alimentando la fiducia
nel progresso e nel nuovo secolo che era futuro e presente allo
stesso tempo.

Bhè… io me li ricordo bene perché all’epoca ero
un ragazzino e a noi i grandi riempivano le orecchie parlandoci
di un futuro radioso: ci dicevano che l’Italia avrebbe vinto i
mondiali nella finale di Roma, che ora la Russia faceva la pace
con l’America e non ci sarebbero state altre guerre, che il buco
nell’ozono era una cosa troppo complicata per essere vera, che
Saddam presto avrebbe smesso di bruciare pozzi petroliferi…
Ebbene, non solo l’Italia non arrivò neanche in finale a Italia
‘90, ma le guerre sono continuate e ci coinvolgono anche più
da vicino, il buco dell’ozono sta diventando ormai la minore
delle catastrofi ambientali e Saddam è stato ucciso in modo
così cruento da shockare l’intera opinione pubblica mondiale…

Quindi, si può dire che la generazione degli adutli e la sua classe
dirigente, oltre ad aver tradito le aspettative,
rischia di lasciare una generazione futura (la
nostra) spaesata e disillusa a fare i conti con
le vere sfide del nuovo millennio.

Questa è
la realtà dei fatti: a leggere i giornali sembra
davvero che i potenti della terra preferiscano
stendere tappeti rossi davanti a dittatori “moderati”,
andare in vacanza con modelle e attricette,
piuttosto che interessarsi al fatto che proprio
mentre sto scrivendo si è consumato l’omicidio
politico di Bhutto Benazir (paladina della
speranza democratica là dove la democrazia
è poco più che formale), che molta gente vive
in miseria, che l’equilibrio ecologico della Terra
sta cambiando pericolosamente, che lo scontro
tra civiltà rischia di ricordare certe pagine oscure
del medioevo, che si spendono più soldi per
gli armamenti che per preparare un sistema
sostenibile che possa sopportare l’inevitabile e
ormai prossimo sovraffollamento terrestre.

La nostra giovane generazione nel frattempo che
fa?

Intende forse attendere quel giorno in cui i
la vecchia generazione abdicherà?

Io credo sia
ora di reagire, uscire dall’immobilismo, emanciparci,
diventare più ambiziosi e creativi, prendere
coscienza che con le nostre azioni possiamo
davvero cambiare il corso degli eventi,
creare qualcosa di nuovo, di bello e di positivo.
Creativi ed ambiziosi sono stati tutti gli uomini e
donne di pace che hanno fatto la storia, essere
creativi significa non arrendersi, non fermarsi
alle apparenze, essere attivi, pronti a dare un
contributo in meglio in ogni cosa che facciamo.
Non possiamo più accettare i modelli offerti
dallo show-business, nella maggior parte dei
casi si tratta dell’antitesi della creatività: ciurme
di ragazzi e ragazze che arrivando dal nulla per
miracolo, magari dopo un bel calendario, diventano
cantanti, attori, attrici e finalmente dopo
un paio di fictions si degnano di studiare un po’
di recitazione perché: “adesso la mia carriera
è matura per Hollywood”.

Inoltre, sono molti i
giovani che subiscono il mito di Veline, calciatori,
tornisti, ex-grande fratello e soci: è ora che
sia chiaro il concetto che questi sedicenti V.I.P.
vivono una realtà distorta dalle grandi somme
di denaro che gli piovono dal cielo, non sempre
è corretta la percezione che hanno del mondo
reale, sopravvivono fra una “ospitata televisiva”
ed un serata in discoteca, rilasciando interviste
tipo: “Il successo non ha sconvolto la mia vita,
sono ancora quello di prima”, oppure: “adesso
non ho tempo per l’amore devo pensare alla
carriera” e ancora: “il nostro è un amore vero,
lui mi ha regalato una cabriolet e una collana
con tredici diamanti e poi… è così dolce”, sono
convinto che tutti noi meritiamo qualcosa di più.
Se sapremo essere creativi potremo affrontare
quelle sfide rimaste in sospeso dal secolo scorso
e dalle quali potrebbe dipendere il futuro,
compiendo una nuova rivoluzione senza armi,
silenziosa, ma inesorabile, fatta di idee nuove
e scelte giuste nel rispetto dell’uomo e della
vita, perché la nostra generazione deve essere
stanca di più di 2.000 anni di distruzione e
guerre, deve capire che è ora di impugnare la
creatività contro chi intende distruggere.

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—————-
Mentre scrivevo questo articolo stavo ascoltando : Snoop Dogg – Sensual Seduction
via FoxyTunes

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