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La donna invisibile – Atipico di Luglio-Settembre 2019

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La donna invisibile ma Atipico ben visibile !

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La donna invisibile – Atipico di Luglio-Settembre 2019

  • Chiara Verba Volant |

    “Quando sei troppo vera risulti pazza,
    aggressiva agli occhi degli altri.
    Ma tu hai semplicemente l’anima in fiamme.

    E un’anima in fiamme non ha mezze misure
    nè quando sente, nè quando parla.”

    ( dal web)

    La Torcia Umana ,per me,non è un super eroe incazzoso e testa calda che mette i propri poteri al servizio dell’umanità..no!
    È invece qualcuno di UMANO,talmente umano, da avere l’anima e il cuore in fiamme, ogni volta che è preda delle umane passioni.
    E per passione intendo :

    pas-sió-ne

    SIGN:
    Grande sofferenza, pena; sentimento intenso e perturbante; ardente amore erotico; inclinazione viva, grande interesse

    dal latino passio, derivato di passus, participio passato di pati ‘soffrire’.

    La sorte di questa parola, così comune e potente, è davvero curiosa.

    Il significato che l’etimo ci racconta, ancora presente in riferimenti culturali cristallizzati (pensiamo alla passione di Cristo), è quello di sofferenza, di pena, di grande dolore. L’intensità di questa dolorosa condizione interiore e il suo peso primario fra le affezioni dell’animo ha fatto sì che diventasse un’antonomasia con cui indicare una quantità di forti sentimenti, di sensazioni perturbanti – spesso definiti in contrapposizione alla ragione.
    Lo spirito del condottiero è incendiato da passioni indomabili, la collega maliziosa ci racconta della passione del suo ganzo, e le passioni spesso obnubilano la capacità di giudizio. A parte la specie erotica, che si è ricavata una nicchia di significato piuttosto netta, questo significato di passione sacrifica la precisione della descrizione del sentimento in favore del vigore: è troppo turbolento per poter essere osservato in maniera definita.

    Usata estensione di significato è poi quella che trova nella passione l’inclinazione accesa, il vivissimo interesse – proiezione su un’attività o su un oggetto esterno di quell’energico sentimento di cui dicevamo testé. Seguire con determinazione la passione per la musica trasforma il rockettaro quindicenne in un musicista capace, dopo essermi scagliato sul buffet mi giustifico con la bocca piena dicendo che i pomodori secchi sono la mia passione, e la cura posata del giardiniere cela una disciplinata passione.

    Forse è una parola così comune da parere inflazionata, da risultare quasi banale. Ma seguire e dominare l’intero corso del suo significato permette di arrivare a valle con una forza tutta nuova.
    (Preso da “Una parola al giorno”)

    Ora, visto che certi sentimenti irruenti e prepotenti si applicano a tantissimi momenti e frammenti di vita,sono davvero contenta di non avere il super potere della pirocinesi! in caso contrario,lascerei ogni giorno una lunga scia di roghi e incendi OVUNQUE.
    Ma sono altrettanto contenta,alla tenera età di 43 anni di non aver perso la capacità di “infiammarmi” per tutto ciò che il mio cuore o la mia pancia sentono!
    Perché se così non fosse,sarei relegata alla condizione di “pianta grassa”: essere (forse) senziente che fa della sua vita, l’emblema del risparmio energetico (e sentimentale) per eccellenza.
    Certo,bisogna sempre mettersi a distanza di sicurezza da certi incendi dell’anima,perché rischiamo davvero di consumarci nell’autocombustione ma non potremo mai e poi mai,sottrarci o pentirci di ciò che sentiamo arderci dentro! Poi,per carità,sappiamo benissimo come certe passioni hanno avuto il loro compimento… vogliamo pensare ad Anna Karenina? Meglio di no! Alla passione di Gesù Cristo appunto?!Sorvoliamo! All’amore e al fuoco sacro di Picasso,Van Gogh,Artemisia Gentileschi(solo per citarne alcuni) per l’arte. Per non parlare di Silvia Plath,Virginia Wolf,Arthur Rimbaud nella letteratura o Jim Morrison,Janis Joplin,Kurt Cobain eccecc…tutta gente illuminata e distrutta da quel fuoco,sacro e profano che gli ardeva dentro.
    Eppure,paradossalmente,tutto ciò che ci distrugge,ci salva al tempo stesso. Ci salva dal deserto delle emozioni,da tutte quelle sfumature di grigio che tolgono ogni altro colore alle nostre vite. Ci salvano dal “non essere”,dal ” non sentire”,dal “non vivere”…ci salvano dal galleggiare,come naufraghi aggrappati ad un misero tronco,nel mare profondo delle nostre esistenze. Allora ben venga il fuoco,ben venga ardere e incendiarsi. Purché l’autocombustione non ci consumi fino all’osso.
    Detto questo,vado ad innaffiare tutto questo fuoco con un buon vino bianco,ché io tutte queste cose manco volevo scriverle, è che all’improvviso ,ho sentito questo incendio scoppiare dentro me e l’ho riversato su questo schermo bianco perché impossibile da arginare.

    Cin cin!
    Brindo a tutte le torce umane,travestite da persone “normali”.

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