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La deriva della ristruturazione

La deriva della
ristruturazione

Di Maria Soranidis

Come sempre accade per le cose che riguardano
l’uomo, anche la ristrutturazione con i suoi
grandi meriti può rivelare aspetti che non solo
non facilitino la risoluzione dei conflitti ma che,
addirittura, li possano favorire.

Anche(1) in questo
caso la chiave di violino per leggere una sequenza
interattiva che sfocia in ostilità è la relazionalità(2).

In questo grande contenitore, che è appunto
la relazionalità, la ristrutturazione può divenire
o essere percepita come strumento di offesa.

Non sempre, infatti, la capacità di interpretare in
modo favorevole i messaggi provenienti dal nostro
interlocutore aiuta a migliorare la qualità del
rapporto o a far diminuire la tensione in chi ha
proposto il problema.

Se l’interazione non viene
osservata dal punto di vista relazionale, ma da
quello dei contenuti la ristrutturazione può, in
effetti, anche apparire come un tentativo volontario
di contraddire l’altro, di irritarlo, provocandolo,
oppure come una totale mancanza di attenzione
per i problemi dell’altro.

Talvolta, difatti, nelle
dispute dialettiche, per l’ottenimento del primato
relazionale, le cosiddette informazioni contenutistiche
recano già in sé la scelta di dichiarare
guerra all’altro.

Sotto forma di tacite richieste di
aiuto, che proprio perché non esplicite e lasciate
all’interpretazione di colui che ascolta, questi
contenuti comunicativi divengono, se ristrutturati,
ottimi argomenti di dimostrazione dei violati
accordi di pace.

In quest’ottica, risulta evidente
come non esistano strumenti validi in assoluto e
universalmente esportabili, ma forme provvisorie
e contestualmente localizzate e dislocate concettualmente
su livelli di vita diversi.

Per tali ragioni è consigliabile farne un uso
appropriato evitando di dimenticare di effettuare
prima i controlli necessari, gli effetti collaterali
potrebbero risultare molto gravi.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1, Cfr. M. SORANIDIS, Ristrutturazioni, infra.
2, La relazionalità, infatti, substrato invisibile su cui poggiano tutte
le relazioni umane e non, permette lo svolgersi delle interazioni.

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