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Lo scaricabarile

Lo scaricabarile

Di The Holteender

Il gioco dello SCARICABARILE è uno dei giochi più
famosi e giocati del nostro paese, credo che nelle
statistiche venga subito dopo il Calcio e Tresette
(dove tutti gli italiani si sono prima o dopo cimentati)
e molto prima del Curling (simpatica versione
“glaciale” del nostro gioco delle bocce).

Per giocare
allo Scaricabarile non è necessario avere un equipaggiamento
particolare, non servono scarpette,
ginocchiere, guanti o quant’altro, l’unica cosa necessaria
per giocare è un po’ di sano pelo sullo stomaco
e la totale assenza di senso della responsabilità.

Il gioco consiste, qualora la situazione nel proprio
campo di competenza prenda una brutta piega, nel
cercare di scaricare (da qui il nome scaricabarile)
le proprie responsabilità su di una persona precedentemente
individuata.

Quest’ultimo passaggio è
fondamentale per avere successo nel gioco: si dice
che “colui che sorride quando le cose vanno male
ha pensato a qualcuno a cui dare la colpa”, infatti è
importante trovare un colpevole fittizio nel più breve
tempo possibile; ciò permette di essere credibili, di
salvare faccia ed apparenze ed in sostanza di vincere
al gioco di cui stiamo parlando.

E’ a tutti noto
come in Italia sia molto difficile riuscire a capire chi
è il responsabile di qualcosa che è andato storto; gli
errori e le omissioni sono notoriamente orfane ed è
questo che permette al nostro paese di essere tra
le prime nazioni nel Ranking mondiale dello Scaricabarile.

Purtroppo l’ultima gara di Scaricabarile del
2007 si è giocata a Torino: 6 dicembre, incendio alla
linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp, nel rogo
perdono la vita 4 operai ed altri 3 moriranno pochi
giorni dopo per le ustioni provocate dall’incendio; i
sistemi di sicurezza dello stabilimento risulteranno
fatiscenti (estintori vuoti, idranti quasi privi di acqua,
telefoni d’emergenza non attivi) causa la prevista
dismissione dello stabilimento Torinese di lì a poco.

Cosa c’entra tutto ciò con il gioco dello scaricabarile?

Dopo aver verificato l’effettiva inefficienza degli
estintori e degli idranti, gli inquirenti si sono sentiti
rispondere dai vertici aziendali della Thyssen che
era compito dei lavoratori segnalare le eventuali
criticità d’impianto (cosa che pare i lavoratori avessero
più volte fatto) e disporre della manutenzione
ordinaria degli estintori stessi!

Come dire che se c’è
stata la tragedia non si può certo imputare la colpa
alla multinazionale tedesca, ma anzi le responsabilità
vanno cercate tra chi doveva vigilare “su se
stesso” e non lo ha fatto al meglio.

Per fortuna, nello
Scaricabarile ci sono anche degli arbitri: la procura
ha scoperto che l’azienda fosse a conoscenza dei
rischi d’incendio delle proprie linee di produzione,
ma che in previsione della dismissione d’impianto
avesse deciso di non intervenire tanto da non prendere
in considerazione neanche le prescrizioni della
compagnia assicurativa AXA che in virtù dei rischi
calcolati aveva declassato la franchigia per l’acciaieria
da 35 a 100 milioni di euro.

In attesa di vedere
come andrà a finire la triste vicenda si può notare
che al gioco dello Scaricabarile (portato alle estreme
conseguenze) si può anche morire. Sperando
in un futuro più “responsabile”(mah!) il pensiero di
chi scrive va a Rosario, Antonio, Roberto, Angelo,
Bruno, Rocco, Giuseppe ed a tutte le oltre mille persone
morte sul posto di lavoro durante l’anno 2007
vittime anch’esse del più bieco scaricabarile (stavolta
spregevolmente minuscolo) possibile.

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Comments

comments

2 Commenti per

Lo scaricabarile

  • Pablo |

    Ottimo articolo

  • charlie |

    e quel che è peggio è che di questi articoli se ne potrebbero scrivere svariati al mese pensa solo alla tragedia di clitunno

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